Una manifestazione del genere non la vedevo da anni.
Un lieto camminare per le vie di Caserta, tra cori e canti, bonghi e discussioni, momenti di divertimento e di riflessione, di racconto e di ascolto.
Quanti eravamo? Eravamo in tanti, magari per alcuni addirittura in troppi.
La cosa della manifestazione che maggiormente porto e porterò nel cuore, in ogni caso, non è la marcia in sè. É la strana sensazione che ho provato quando ho visto, per una volta, una Caserta dalla pelle scura ai bar, nella piazza, tra la gente normale, come la gente normale, senza che nessuno di quelli dalla pelle candida si indignasse o facesse storie.
"Sembrava un telefilm americano*" ho raccontato, ad un amico, per telefono.
E, per un attimo, ho realizzato che quelli da "integrare" non sono i neri, i rossi, i lilla a pois... o, almeno, non solo loro. Tra quelli da integrare ci siamo anche noi, noi dalla pelle chiara, da integrare in una nuova cultura, non bianca, nè gialla, nè nera. Una cultura universale, una cultura di Civiltà. Una cultura che badi al colore degli occhi**.
A questo indirizzo, un paio di scorci random di questa mattina.
* Un telefilm. So bene che l'America vera è un'altra cosa. Anche se mentre noi parliamo di Castelvolturno loro parlano di Obama.
** Questa frase, insieme al titolo, è una famosa citazione di una persona che merita una ricerca su Google.
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